MOZIONE CALABRIA DI GRANDE SUD PRESENTATA ALLA CAMERA

La Camera,

premesso che:

le più recenti previsioni della Svimez indicano per il 2012 un quadro congiunturale assai più negativo nel Mezzogiorno rispetto al resto del Paese, in quanto il PIL pro capite annuo fa segnare una flessione del 2,9 per cento, a fronte del -1,4 per cento del Centro-Nord.

In un simile contesto recessivo, si prevede che la regione Calabria farà registrare una flessione del 3,2 per cento del PIL nel 2012;

l’occupazione nel primo trimestre del 2012, secondo l’Istat, è diminuita in Calabria del 4,9 per cento rispetto al valore medio del 2011, proseguendo il pesante trend in atto dal 2007. La diminuzione degli occupati riguarda in misura più accentuata la componente femminile (-7 per cento rispetto alla media 2011);

in Calabria il tasso di disoccupazione complessivo nel primo trimestre 2012 ha raggiunto il 19,5 per cento (17,8 per cento per gli uomini, 22,4 per cento per le donne), contro il 10 per cento della media italiana e il 17,7 per cento del Mezzogiorno, con dato relativo ai giovani compresi tra i 15 ed i 24 anni salito nel I trimestre 2012 al 35,9 per cento, in aumento di 6,3 punti percentuali rispetto al I trimestre 2011;

già nel 2010 si riscontrava un ampio divario fra il PIL pro capite della Calabria: 16.657 euro (dato più basso fra i territori del Mezzogiorno) e il PIL pro capite della Lombardia pari a 32.222 euro, a fronte del dato medio nazionale di 25.583 euro, il peggioramento della situazione economica dovuto alle conseguenze della crisi mondiale ha portato a un’ulteriore diminuzione del PIL calabrese. In tale contesto, le industrie italiane e anche quelle calabresi hanno sposato sempre più spesso la scelta della delocalizzazione verso i Paesi dell’Est Europa o Paesi in via di sviluppo, come Romania, Croazia, Turchia e Messico. Questi Paesi crescono dal 4 all’8 per cento l’anno ed hanno un PIL pro capite annuo che non si discosta di molto rispetto a quello della Calabria;

il sistema della viabilità e del trasporto di merci e passeggeri in Calabria sconta un pesantissimo quadro di perduranti ritardi e di inefficienze nei lavori di ammodernamento e sviluppo della rete
infrastrutturale regionale, aggravata dalle scelte di Trenitalia, che ha soppresso molti treni a lunga percorrenza, ponendo la Calabria in una condizione di vero e proprio isolamento geografico;

il CNEL ha calcolato in ventotto miliardi di euro i Fondi per le Aree Sottoutilizzate (FAS) che il Mezzogiorno ha ceduto temporaneamente in favore delle aree più ricche del Paese per far fronte alla crisi economica 2007-2012;

la Commissione europea ha deciso recentemente di procedere alla modifica di alcune modalità di assegnazione dei Fondi strutturali destinati agli investimenti produttivi nelle aree sottoutilizzate riducendo la quota di cofinanziamento nazionale dal 50 al 25 per cento, e ciò consentirà all’Italia di contare su ben otto miliardi di euro di risorse europee aggiuntive;

il CIPE ha approvato, il 20 Gennaio 2012, un provvedimento in virtù del quale saranno finanziati interventi di messa in sicurezza del territorio per circa 680 milioni di euro. Le sette regioni del Mezzogiorno che ne beneficeranno saranno: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. In particolare, per la Calabria, l’accordo sottoscritto il 10 Gennaio 2012 prevede un importo complessivo di 220 milioni di euro;

la prevenzione e il contrasto alla ‘ndrangheta costituiscono un «prerequisito» di ogni efficace politica di risanamento e di crescita della regione;

impegna il Governo a:

1) finanziare, tenuto conto del nesso molto stretto tra sviluppo economico-territoriale e legalità, il programma straordinario per gli uffici giudiziari e la polizia giudiziaria della regione Calabria, approvato all’unanimità della Commissione parlamentare antimafia nella seduta del 25 gennaio 2012;

2) utilizzare i fondi nazionali aggiuntivi derivanti dall’abbassamento della quota di cofinanziamento nazionale in materia di Fondi strutturali destinati agli investimenti produttivi nelle aree sottoutilizzate;

3) favorire l’incontro tra le parti sociali affinché, ferma restando la parità giuridica del contratto nazionale del lavoro, valorizzino le strutture decentrate territoriali per inserire nei contratti la parte economica strettamente legata alle condizioni economiche e sociali dei territori; dopodiché, lo Stato potrebbe intervenire con fiscalità di vantaggio in modo da rendere competitivi i territori del Mezzogiorno rispetto a Paesi come Romania, Croazia, Turchia e Messico;

4) sbloccare i 220 milioni di euro per la sicurezza del territorio previsti dall’accordo del 10/01/2012 approvato dal CIPE il 20 gennaio 2012;

5) finanziare, di intesa con la regione e gli enti locali, l’adeguamento sismico degli edifici strategici e dei manufatti ferroviari e stradali con più di quarant’anni di servizio nonché incentivare il risparmio energetico in tutto il patrimonio edilizio pubblico e privato.

6) promuovere l’accelerazione della bonifica delle aree industriali dismesse nella città di Crotone;

7) realizzare piani di sviluppo archeologici per accrescere l’offerta turistica, anche attraverso il potenziamento dei servizi di accoglienza dei siti archeologici di Sibari, Roccelletta di Borgia, Locri e Kroton;

8) predisporre un piano pluriennale per estendere l’AV/AC anche alla tratta Salerno – Reggio Calabria per poi proseguire nella regione Sicilia fino a Palermo, con finanziamenti derivanti dai Fondi per le Aree Sottoutilizzate da recuperare una volta superata la crisi economica.



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