{"id":4842,"date":"2012-11-28T15:36:42","date_gmt":"2012-11-28T14:36:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.procalabria.it\/?p=4842"},"modified":"2012-11-28T15:49:39","modified_gmt":"2012-11-28T14:49:39","slug":"informativa-urgente-del-governo-sui-recenti-sviluppi-relativi-alla-situazione-dellilva-di-taranto-intervento-del-ministro-dellambiente-e-della-tutela-del-territorio-e-del-mare-corrado-clini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.procalabria.it\/?p=4842","title":{"rendered":"Informativa urgente del Governo sui recenti sviluppi relativi alla situazione dell&#8217;Ilva di Taranto &#8211; Intervento del Ministro dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio e del mare Corrado Clini"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.procalabria.it\/?attachment_id=4843\" rel=\"attachment wp-att-4843\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-4843\" title=\"ministro corrado clini\" src=\"http:\/\/www.procalabria.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/ministro-corrado-clini.jpg\" alt=\"\" width=\"183\" height=\"275\" srcset=\"https:\/\/www.procalabria.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/ministro-corrado-clini.jpg 183w, https:\/\/www.procalabria.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/ministro-corrado-clini-99x150.jpg 99w\" sizes=\"auto, (max-width: 183px) 100vw, 183px\" \/><\/a>Signor Presidente, ho gi\u00e0 riferito in Aula sull&#8217;Ilva e cercher\u00f2 di evitare di ripetere cose che dovrebbero essere gi\u00e0 note, anche se devo dire che leggo dichiarazioni che hanno come riferimento vicende che non riguardano sicuramente l&#8217;Ilva di Taranto e interpretazioni di fatti che sono pubblici e che, purtroppo, mi costringono a ripuntualizzare alcune delle questioni aperte, in maniera molto breve, ma vi chiedo di avere un attimo di attenzione e di pazienza.<br \/>\nL&#8217; Ilva di Taranto \u00e8 stata sottoposta, per iniziativa di chi vi parla, alla revisione della procedura di autorizzazione integrata ambientale, rilasciata il 4 agosto 2011 dall&#8217;allora Ministro Prestigiacomo, di concerto con il presidente della regione Puglia e con gli altri Ministri competenti ai sensi della legge.<br \/>\nHo riaperto la procedura di autorizzazione dopo che l&#8217;8 marzo 2012 \u00e8 stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell&#8217;Unione europea la decisione della Commissione europea che ha indicato le migliori tecnologie disponibili da impiegare nel settore della siderurgia a livello europeo per assicurare la protezione dell&#8217;ambiente e la protezione della salute.<br \/>\nSecondo la decisione della Commissione europea, queste tecnologie vanno applicate a partire dal 2016, ma, avendo ricevuto, nel febbraio 2012, da parte del procuratore capo della Repubblica di Taranto, il dottor Sebastio, le perizie epidemiologica e chimico-fisica ordinate dalla procura sullo stabilimento di Taranto &#8211; perizie arrivate al Ministro nel febbraio 2012 &#8211; e avendo ricevuto dalla regione Puglia una lettera che comunicava gli ultimi dati sulle concentrazioni in atmosfera di benzo(a)pirene, una sostanza chimica pericolosa cancerogena sicuramente prodotta dalle attivit\u00e0 dello stabilimento Ilva di Taranto, ho disposto la revisione e il riesame della procedura di autorizzazione integrata ambientale, al fine di adeguare le prescrizioni dello stabilimento Ilva di Taranto ai migliori standard e alle migliori tecnologie disponibili indicate dalla Commissione europea, ancorch\u00e9 in anticipo di quattro anni rispetto alla scadenza stabilita dalla Commissione europea stessa.<br \/>\nA questo punto, abbiamo avviato la procedura di riesame a met\u00e0 marzo del 2012. Il 25 luglio 2012 &#8211; perci\u00f2 ben dopo l&#8217;avvio della procedura di riesame &#8211; con ordinanza del GIP di Taranto, su proposta della procura, \u00e8 stato disposto il sequestro degli impianti dell&#8217;area a caldo dello stabilimento, con la motivazione del rischio ambientale incombente determinato dalle attivit\u00e0 dell&#8217;area a caldo di Taranto, che era oggetto del riesame dell&#8217;autorizzazione integrata ambientale.<!--more--><br \/>\nPerci\u00f2, la sequenza \u00e8 questa: il Ministro dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio e del mare decide la riapertura della procedura di autorizzazione integrata ambientale a met\u00e0 marzo 2012 e il 25 luglio 2012 il GIP di Taranto decide il sequestro degli impianti. Il tribunale del riesame, poi, modifica in parte le decisioni del GIP.<br \/>\nNoi abbiamo continuato la nostra attivit\u00e0: ho avuto anche un lungo incontro con il procuratore capo della Repubblica, manifestando la massima disponibilit\u00e0 alla collaborazione. Abbiamo chiuso, in tempi molto brevi, la procedura di autorizzazione integrata ambientale, recuperando nelle prescrizioni che abbiamo dato tutti gli obiettivi e tutte le indicazioni che erano stati forniti dal GIP in merito alla sicurezza degli impianti e al raggiungimento degli obiettivi di qualit\u00e0 ambientale.<br \/>\nQueste prescrizioni sono state ulteriormente rafforzate con alcune indicazioni tecnologiche puntuali e con la previsione di attivare un sistema di monitoraggio e di valutazione del danno sanitario in relazione alle emissioni inquinanti.<br \/>\nLa procedura \u00e8 stata chiusa il 26 ottobre 2012 e l&#8217;autorizzazione integrata ambientale \u00e8 stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 27 ottobre 2012.<br \/>\nAbbiamo richiesto ad Ilva, in base alla procedura, di presentare il piano degli interventi per rispettare le prescrizioni previste nella procedura di autorizzazione, che prevedono il risanamento progressivo degli impianti dell&#8217;area a caldo (cokerie, altoforno e agglomerato) sulla base di un indice di priorit\u00e0 finalizzato a rendere immediatamente eseguite le attivit\u00e0 pi\u00f9 urgenti per salvaguardare la salute dei lavoratori e della popolazione.<br \/>\nInoltre, le prescrizioni riguardano anche il parco minerario di Taranto, che ha un&#8217;estensione di 72 ettari &#8211; il parco minerario di questo tipo pi\u00f9 grande al mondo &#8211; finalizzate ad allontanare i margini del parco dal confine, che \u00e8 contiguo con il quartiere Tamburi (cresciuto attaccato all&#8217;Ilva, con autorizzazioni rilasciate dal comune di Taranto e che hanno portato questo quartiere in vent&#8217;anni a crescere da 6 mila a 23 mila abitanti), parco geominerario &#8211; confinante con il quartiere Tamburi &#8211; autorizzato anch&#8217;esso, nella sua espansione e nel suo allargamento, dalle autorit\u00e0 competenti locali negli anni precedenti.<br \/>\nDunque, siamo intervenuti su una situazione legittimamente costituita sulla base delle leggi, ma assolutamente irrazionale dal punto di vista della protezione dell&#8217;ambiente e della salute, per fare in modo che i margini del parco venissero allontanati almeno di 80 metri dal quartiere Tamburi, mentre il quartiere stesso \u00e8 oggetto delle misure previste dal decreto-legge per Taranto, che prevedono investimenti immediati per il risanamento di quel nucleo abitato.<br \/>\nQuesto \u00e8 il pacchetto delle misure che abbiamo inserito nell&#8217;autorizzazione integrata ambientale e che fanno tutte riferimento all&#8217;uso delle migliori tecniche disponibili indicate dalla Commissione europea l&#8217;8 marzo 2012.<br \/>\nL&#8217;Ilva ha presentato il piano degli interventi, che \u00e8 stato osservato dal Ministro dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio e del mare, ossia abbiamo presentato delle nostre osservazioni e valutazioni, chiedendo che venisse migliorato. Il piano \u00e8 stato migliorato ed \u00e8 stato considerato adeguato alle prescrizioni dal Ministero dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio e del mare, congiuntamente al Ministero dello sviluppo economico, al Ministero della salute, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, alla regione Puglia, alla provincia e al comune di Taranto e al comune di Statte.<br \/>\nQuesto piano di interventi comporta, secondo valutazioni dell&#8217;Ilva, ma anche secondo le nostre valutazioni, investimenti per circa 3 miliardi di euro. Il piano degli interventi \u00e8 stato presentato da Ilva e l&#8217;impegno \u00e8 quello di investire le risorse necessarie per realizzare il risanamento dello stabilimento secondo le prescrizioni che abbiamo dato.<br \/>\nVoglio sottolineare che questo fatto non era per nulla scontato. Negli anni scorsi, fino alla riapertura della procedura, Ilva aveva sempre contestato le prescrizioni presso il TAR, ottenendo, fra l&#8217;altro, risultati positivi, nel senso che il TAR generalmente le ha dato ragione. Ilva contestava le prescrizioni che venivano date, perch\u00e9 le considerava troppo stringenti rispetto alle normative europee, e aveva anche contestato la mia disposizione di riapertura della procedura di autorizzazione a met\u00e0 marzo.<br \/>\nIlva non ha presentato nessuna contestazione. Ha accettato, con un documento approvato dal suo consiglio di amministrazione, il piano di interventi relativo alle prescrizioni che abbiamo dato.<br \/>\nTutto questo (la nostra autorizzazione del 26 ottobre e l&#8217;approvazione del piano degli interventi il 15 novembre) ha portato, secondo un percorso logico, a predisporre l&#8217;organizzazione, da parte del Ministero, che deve vigilare sulla realizzazione degli interventi, di un sistema di monitoraggio che doveva essere efficace da luned\u00ec scorso, cio\u00e8 dal 26 novembre, perch\u00e9 il 26 novembre dovevano avere inizio nello stabilimento di Taranto le operazioni di risanamento ambientale stabilite sulla base dell&#8217;autorizzazione integrata ambientale.<br \/>\nInvece, il 26 novembre la procura della Repubblica e il GIP, accogliendo la richiesta della procura della Repubblica, hanno disposto il sequestro dell&#8217;area a freddo dello stabilimento, ovvero hanno disposto il blocco delle attivit\u00e0 a valle dell&#8217;area a caldo, che da un punto di vista tecnico vuol dire il blocco delle attivit\u00e0 di produzione.<br \/>\n\u00c8 come &#8211; per spiegarmi &#8211; se avessimo un impianto di imbottigliamento dell&#8217;acqua minerale con le bottiglie che girano nel binario di caricamento e l&#8217;acqua che non viene. Sostanzialmente l&#8217;intervento sull&#8217;area a freddo blocca lo stabilimento, ovvero blocca la possibilit\u00e0 che vengano avviate le iniziative stabilite dall&#8217;autorizzazione integrata ambientale per il risanamento dell&#8217;area a caldo dell&#8217;Ilva di Taranto.<br \/>\nQuesto \u00e8 quello che si pu\u00f2 descrivere in due parole. I dettagli sono molti, ma insomma \u00e8 per essere molto sintetici.<br \/>\nQuesta situazione ha degli effetti importanti dal punto di vista ambientale, perch\u00e9, per esempio, ritarda tutti gli interventi gi\u00e0 previsti per eliminare ora, cio\u00e8 nel mese di novembre e nel mese di dicembre 2012, le sorgenti di rischio pi\u00f9 immediate, per chiudere un altoforno che doveva essere chiuso e per cominciare a chiudere alcune delle batterie della cokeria. Infatti, nella nostra autorizzazione integrata ambientale sono individuate, in maniera puntuale, le iniziative che devono essere svolte e il tempo entro il quale devono essere svolte, che prevedono la chiusura progressiva di impianti che vanno risanati, senza chiudere il ciclo di produzione, ma chiudendo progressivamente gli impianti che devono essere assoggettati al risanamento, partendo da quelli pi\u00f9 pericolosi. Questo \u00e8 impedito in questo momento.<br \/>\nOra vi \u00e8 la preoccupazione del Governo, devo dire, peraltro, sollecitato dalla stragrande maggioranza delle forze politiche presenti in Parlamento, dalle organizzazioni sindacali, dai rappresentanti della regione Puglia, dai rappresentanti della regione Liguria, che \u00e8 particolarmente colpita nel ciclo di produzione dal blocco della produzione dell&#8217;Ilva di Taranto per gli impianti che ci sono a Genova.<br \/>\nIl Governo, raccogliendo queste preoccupazioni, ma anche di iniziativa diretta, sta esaminando le modalit\u00e0 per rendere efficace l&#8217;autorizzazione integrata ambientale e cio\u00e8 fare in modo che le operazioni di risanamento prescritte dall&#8217;autorizzazione integrata ambientale possano essere effettuate e, affinch\u00e9 siano effettuate, bisogna superare la situazione di blocco che si \u00e8 determinata negli ultimi giorni.<br \/>\nStiamo lavorando su questo, avendo in mente, da un lato, che senza la realizzazione di queste operazioni la situazione ambientale di Taranto peggiora, perch\u00e9 lo strumento che abbiamo individuato attraverso l&#8217;autorizzazione integrata ambientale \u00e8 l&#8217;unico strumento possibile per risanare.<br \/>\nNon ci sono altre possibilit\u00e0, la chiusura degli impianti non migliora la situazione. Bisogna conoscere un poco come \u00e8 il ciclo di produzione nella siderurgia, in particolare in quel centro siderurgico per avere chiaro questo punto, e, dall&#8217;altro lato, il rischio enorme di fronte al quale ci troviamo \u00e8 quello che si verifichi a Taranto quello che si \u00e8 verificato in altri siti industriali nel nostro Paese, che sono stati abbandonati e non sono stati gestiti, con effetti diretti sulla qualit\u00e0 dell&#8217;ambiente, sulla qualit\u00e0 delle acque, e perci\u00f2 con la possibile moltiplicazione di effetti dannosi sulla salute. Non dimentichiamoci poi gli aspetti produttivi, che cosa vuol dire per il sistema e per l&#8217;industria italiana la chiusura dello stabilimento siderurgico di Taranto. C&#8217;\u00e8 qualche spiritoso che dice che il Ministro dell&#8217;ambiente fa il Ministro dell&#8217;industria. Io sono Ministro di un Governo che si assume la responsabilit\u00e0 di avere una visione integrata dei problemi (Applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libert\u00e0, Partito Democratico, Unione di Centro per il Terzo Polo e Futuro e Libert\u00e0 per il Terzo Polo), e non \u00e8 possibile immaginare che si possa considerare separatamente la problematica ambientale con quella sociale e con quella economica.<br \/>\nQuesto \u00e8 contrario alla decisione presa dall&#8217;Unione europea con la strategia dello sviluppo sostenibile che lega insieme gli obiettivi della protezione dell&#8217;ambiente e gli obiettivi della crescita sostenibile della nostra economia. E dunque \u00e8 veramente sorprendente che non si considerino gli effetti economici che determina l&#8217;eventuale chiusura di questo stabilimento non soltanto in termini di costi ma anche in termini di depauperamento dell&#8217;industria nazionale, dell&#8217;industria primaria che ha base soprattutto a Taranto, delle lavorazioni a valle, delle lavorazioni in tutti i settori che usufruiscono delle produzioni primarie di Taranto. E poi non si pu\u00f2 far finta di essere Alice nel paese delle meraviglie e non capire che la chiusura dello stabilimento di Taranto ha effetti positivi sui concorrenti internazionali (Applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libert\u00e0, Partito Democratico, Unione di Centro per il Terzo Polo e Futuro e Libert\u00e0 per il Terzo Polo) che non usano e che non sono vincolati agli stessi limiti ambientali che noi stiamo ponendo a Taranto, perch\u00e9 i concorrenti che vengono dalla Cina, piuttosto che dalla Corea e piuttosto che dal Sudamerica non sono sottoposti agli stessi stringenti obiettivi ambientali ma non lo sono neanche i concorrenti europei perch\u00e9 noi applichiamo a Taranto per la prima volta i limiti ambientali che in Europa entreranno in vigore a partire dal 2016. Perci\u00f2 chiudere l&#8217;ILVA di Taranto fa un grande favore a concorrenti internazionali che continueranno a produrre in condizioni ambientali molto peggiori di quelle che noi stiamo imponendo allo stabilimento di Taranto.<br \/>\nE poi c&#8217;\u00e8 l&#8217;ultima cosa che va considerata, l&#8217;effetto sociale, perch\u00e9 immaginare che una crisi che si determinerebbe per effetto della chiusura dello stabilimento di Taranto non abbia effetti sulla qualit\u00e0 della vita e sull&#8217;ambiente \u00e8 da irresponsabili. Lasciare a casa 20 mila persone, ovvero lasciare senza reddito in questo momento 20 mila famiglie italiane, la maggior parte nelle regioni del sud, vuol dire assumersi la responsabilit\u00e0 di conseguenze sul piano sociale che non sono stimabili. Allora nel momento in cui noi ci apprestiamo ad affrontare la situazione di Taranto abbiamo in mente la priorit\u00e0 della difesa della salute, la priorit\u00e0 della protezione dell&#8217;ambiente, la priorit\u00e0 della continuit\u00e0 produttiva dello stabilimento di Taranto e la salvaguardia di un patrimonio sociale che altrimenti verrebbe messo in grave crisi. Su questo vorrei anche aggiungere due ultime considerazioni. La prima, \u00e8 stato detto che la tutela della salute non \u00e8 negoziabile. Assolutamente vero.<br \/>\nLa tutela della salute, infatti, \u00e8 l&#8217;obiettivo principale delle direttive europee e delle leggi nazionali che stabiliscono i limiti alle emissioni inquinanti delle automobili, delle centrali termoelettriche, degli impianti siderurgici, della chimica, di tutte le attivit\u00e0. \u00c8 ormai da venticinque anni che le tecnologie di produzione industriale in Europa sono stabilite sulla base degli obiettivi di protezione della salute che sono identificati a livello europeo d&#8217;accordo con l&#8217;Organizzazione mondiale della sanit\u00e0. Perci\u00f2, bisogna assumere come criterio di riferimento che le direttive europee e le leggi nazionali che stabiliscono obiettivi di protezione della salute e dell&#8217;ambiente li garantiscono questi obiettivi, altrimenti noi dobbiamo aprire un altro discorso, ovvero dobbiamo assumere che le leggi nazionali e le direttive europee non sono adeguate a proteggere l&#8217;ambiente e la salute. Il rischio di questa chiave di lettura \u00e8 devastante perch\u00e9 il sistema industriale europeo \u00e8 regolato in maniera tale che la certezza dell&#8217;autorizzazione e la certezza del rispetto della legge sono fissate nel rispetto dei limiti stabiliti dalle direttive e dalle leggi nazionali. Se si assume come criterio che questi limiti non valgono perch\u00e9, comunque, non tutelano abbastanza l&#8217;ambiente e la salute, allora non abbiamo pi\u00f9 nessun riferimento ovvero, per dirla in altri termini, chi vuole investire, costruire una fabbrica, avviare un&#8217;attivit\u00e0 produttiva, non sa qual \u00e8 il riferimento al quale deve attenersi.<br \/>\nE questo deve essere chiaro perch\u00e9 l&#8217;industria automobilistica europea \u00e8 stata costretta, in vent&#8217;anni, a cambiare drasticamente le tecnologie motoristiche e l&#8217;industria della raffinazione a cambiare i combustibili, con l&#8217;obiettivo di proteggere la qualit\u00e0 dell&#8217;ambiente e tutelare la salute delle popolazioni. Ma se qualcuno oggi assumesse che semplicemente il fatto che un&#8217;automobile circoli rappresenta un danno alla salute, questo vorrebbe dire automaticamente che noi dovremmo vietare, indipendentemente dalle leggi nazionali e dalle direttive europee, la circolazione delle automobili. In altre parole, voglio essere molto chiaro su questo: noi a Taranto stiamo difendendo la legalit\u00e0. Infatti, se non riusciamo a tenere su questo punto, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nessun punto di riferimento (Applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libert\u00e0, Partito Democratico, Unione di Centro per il Terzo Polo e Futuro e Libert\u00e0 per il Terzo Polo) che possa garantire la sicurezza degli investimenti e la certezza delle regole. Questo \u00e8 l&#8217;impegno che noi abbiamo.<br \/>\nLa seconda considerazione ed ultima riguarda le connessioni tra la strategia di risanamento dello stabilimento Ilva di Taranto e quella della citt\u00e0 di Taranto. Noi abbiamo adottato un decreto-legge, che \u00e8 stato convertito, che immobilizza risorse e identifica puntualmente progetti e obiettivi che devono essere realizzati nell&#8217;area di Taranto per risanare un ambiente contaminato da oltre cinquant&#8217;anni di attivit\u00e0 produttive. Questo non ha niente a che vedere con la situazione attuale dell&#8217;Ilva e degli altri stabilimenti che sono presenti a Taranto. \u00c8 un piano di risanamento che cerca di recuperare la qualit\u00e0 ambientale di un territorio che \u00e8 stato utilizzato con criteri, almeno fino alla fine degli anni ottanta, non certamente orientati alla protezione dell&#8217;ambiente. \u00c8 un&#8217;operazione complessa, importante, che abbiamo attivato d&#8217;accordo con la regione Puglia, che ha la cabina di regia di questa operazione, ma \u00e8 un&#8217;operazione che non fa riferimento all&#8217;inquinamento attuale dello stabilimento di Taranto. Noi dobbiamo risanare suoli contaminati dalle diossine. L&#8217;Ilva di Taranto \u00e8 stato il pi\u00f9 grande \u00abmietitore\u00bb europeo di diossina fino a tre anni fa, dopodich\u00e9 sono intervenute le norme e le leggi e oggi le emissioni delle diossine sono al di sotto dei limiti pi\u00f9 restrittivi stabiliti dalle regole europee, il che vuol dire che l&#8217;accumulo delle diossine nei suoli, che si verifica ancora oggi, non \u00e8 il risultato delle attuali attivit\u00e0 industriali, ma \u00e8 il risultato di decenni di inquinamento.<br \/>\nL&#8217;operazione di risanamento che facciamo su Taranto serve a recuperare l&#8217;ambiente, dopo decenni di attivit\u00e0 industriali che hanno fortemente contaminato e compromesso quella realt\u00e0, anche con gli effetti che sono gi\u00e0 stati stimati sulla qualit\u00e0 della salute delle popolazioni. Ma \u00e8 un tema diverso da quello del risanamento dell&#8217;ILVA: sono due temi urgenti, pressanti, ma non sono la stessa cosa e sovrapporli e dire, come qualche mascalzone ha scritto oggi sulla stampa (Applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libert\u00e0, Partito Democratico, Unione di Centro per il Terzo Polo e Futuro e Libert\u00e0 per il Terzo Polo), che con il decreto-legge il Governo legittima gli omicidi a Taranto vuol dire semplicemente raccontare, con toni che sono al di fuori di ogni legalit\u00e0 e di ogni legittimit\u00e0, delle storie che non servono ad affrontare la crisi ambientale di Taranto, ma che servono, in un momento cos\u00ec difficile, a far crescere tensione sociale e angoscia, sulla base di informazioni che sono totalmente false.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Signor Presidente, ho gi\u00e0 riferito in Aula sull&#8217;Ilva e cercher\u00f2 di evitare di ripetere cose che dovrebbero essere gi\u00e0 note, anche se devo dire che leggo dichiarazioni che hanno come riferimento vicende che non riguardano sicuramente l&#8217;Ilva di Taranto e interpretazioni di fatti che sono pubblici e che, purtroppo, mi costringono a ripuntualizzare alcune delle [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[402,85,515],"class_list":["post-4842","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attivita-parlamentare","tag-corrado-clini","tag-governo","tag-ilva-taranto"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.procalabria.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4842","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.procalabria.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.procalabria.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.procalabria.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.procalabria.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4842"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.procalabria.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4842\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4855,"href":"https:\/\/www.procalabria.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4842\/revisions\/4855"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.procalabria.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4842"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.procalabria.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4842"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.procalabria.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4842"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}