PONTE STRETTO: GRANDE SUD, ‘DIROTTARE’ ANCHE FONDI EX IRI

ALTRIMENTI STOP A PONTE SAREBBE DECISIONE POLITICA (ANSA) – ROMA, 23 GEN

‘Il Consiglio dei Ministri nel recente decreto sulle liberalizzazioni ha prelevato dalla Societa’ Stretto di Messina la somma di 1.624 milioni di euro giacente dal 2009, destinandola alla manutenzione della rete ferroviaria, a qualche nuovo tratto della Napoli-Bari e ad altre opere minori. Si puo’ supporre che i progetti di queste opere siano in uno stato piu’ avanzato di quello relativo al Ponte sullo Stretto, perche’ se cio’ non fosse, la decisione presa sarebbe a carattere totalmente politico’. Lo afferma, in una nota, il capogruppo di Grande Sud alla Camera dei deputati, Aurelio Misiti.
‘La missione del governo tecnico – sottolinea l’esponente del movimento arancione – e’, infatti, quella di tirarci fuori dalla crisi economica, utilizzando tutte le risorse disponibili e pertanto, oltre ai fondi Fintecna assegnati alla societa’ del Ponte, va ‘dirottata’ verso la costruzione di nuove opere cantierabili la rimanente parte di tali fondi, derivanti dalla liquidazione dell’IRI, che ammonta a circa 10 miliardi di euro’.
‘Una tale scelta, indirizzata verso la realizzazione o la manutenzione di opere nel territorio che presenta piu’ carenze infrastrutturali e cioe’ nel Sud, riceverebbe il plauso piu’ convinto da una forza meridionalista come Grande Sud’, conclude Misiti. (ANSA).

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MISITI (MPA): NUOVE TECNOLOGIE E MENO SPESE PER IL PONTE SULLO STRETTO

Il ponte sullo Stretto di Messina si può realizzare nei tempi previsti e con un forte risparmio rispetto ai costi degli anni ottanta.

È quanto ha affermato l’on. Aurelio Misiti, portavoce nazionale MPA, nel corso dell’incontro dibattito organizzato a Roma dal Copit, Comitato di Parlamentari per l’Innovazione Tecnologica.

All’incontro, presieduto dagli onorevoli Mario Tassone e Silvano Moffa, hanno portato il loro contributo tecnico-scientifico i professori ingegneri Piero D’Asdia, dell’Università di Chieti-Pescara;  Remo Calzona e Aurelio Misiti, dell’Università Sapienza di Roma.

Il passaggio dal progetto preliminare a quello definitivo sarà l’occasione – ha spiegato Misiti – per aggiornare l’impostazione che risale agli anni ottanta e tenere conto delle nuove tecnologie in termini di scienza dei materiali, di aerodinamica e di organizzazione dei cantieri offshore.

La scienza e la tecnologia dei materiali ha conseguito importanti risultati negli ultimi venti anni e consentirà di utilizzare leghe più leggere e meno costose per realizzare le funi, che costituiscono uno dei tre elementi portanti del ponte. Così pure per l’impalcato, secondo elemento portante, e cioè la struttura su cui transitano i veicoli – ha affermato il prof. Misiti – l’avanzamento nella sperimentazione aerodinamica consentirà un impatto più “dolce” con i venti e la possibilità di separare la mobilità su gomma da quella su ferro, progettando una sezione che consenta di realizzare il passaggio dei veicoli su due livelli. LEGGI TUTTO…

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