Misiti: Peppino Guarascio ci manca tanto

giuseppe guarascioLa scomparsa di un amico ci rende tristi ; quella di Guarascio oltre alla tristezza di aver perduto un amico ci lascia un vuoto culturale di grande spessore. Il rispetto degli avversari è certificato dal fatto che a lui si rivolgevano tutti senza distinzione di appartenenza per la soluzione di un problema della comunità. Tra i vecchi compagni di tante battaglie per la rinascita della Calabria e del Mezzogiorno Peppino è stato l’uomo saggio che ha per primo compreso la vera ragione delle mie scelte al servizio della Regione Calabria e del Sud e di conseguenza mi ha sempre incoraggiato, sicuro che il mio impegno, come il suo, sarebbe stato tutto dedicato al bene del popolo calabrese.

La sua eredità non va dispersa ma va utilizzata affinchè le nuove generazioni si avvicinino alla politica per passione e con spirito di sacrificio si mettano a disposizione del prossimo. Lui la pensava così: le discussioni accese dell’ultima estate, passata insieme in Sila, testimoniano con chiarezza questa sua filosofia.

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BRETELLA DI ROCCELLA JONICA

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Unico parlamentare invitato a Roccella per la conferenza stampa sull’apertura del cantiere della bretella per dare respiro estivo alla città balneare, Aurelio Misiti ha indicato tre azioni indispensabili:
a) realizzare condizioni di assoluta legalità nella gestione del cantiere con rapporti stretti e leali tra le imprese e le forze dell’ordine;
b) concreta e stretta collaborazione tra ANAS, Amministrazione comunale e imprese appaltatrici;
c) dopo l’apertura al traffico gestione secondo standars europei con manutenzioni ordinaria e straordinaria adeguate.
Vista la favorevole sentenza del TAR Calabria che ha recentemente rigettato la richiesta di sospensiva dell’impresa ricorrente, grazie anche alla costituzione del Comune come parte civile,
attuando le tre suddette azioni gli sforzi trentennali del senatore Zito e dei suoi colleghi amministratori locali e in particolare dell’ottimo sindaco attuale, saranno premiati e la tanto sospirata bretella sarà finalmente una realtà.

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EDILIZIA: CASCHI GIALLI E INDISPENSABILE MANUTENZIONE

caschi gialliL’edilizia è in crisi in Italia e pochi ci fanno caso; basta seguire i media per averne la verifica.

Ci sono e come: San Remo, le liti tra i politici o presunti tali, le toghe senza freni, i delitti, i balli contro il “femminicidio”, poche righe e una foto di piazza della borsa in un solo giorno e niente più per il dramma di mezzo milione di uomini espulsi dai cantieri edili.

Si può fare qualcosa contro questa barbarie? La mia risposta è si.

Dopo un anno di risultati nulli in senso letterale del Governo e del suo Ministro banchiere delle Infrastrutture basta poco per cambiare passo: è necessario e a mio parere anche indispensabile che qualsiasi governo si formi dopo le elezioni realizzi senza indugio un piano generale di manutenzione straordinaria delle costruzioni (edifici strategici e storici, monumenti, opere d’arte ferroviarie e stradali) che richiede modesti investimenti ma che risulta indifferibile per il bene dell’Italia e degli italiani. L’iniziativa, che comprenderà anche l’adeguamento sismico e idrogeologico su tutto il territorio nazionale, consentirà di aprire a basso costo centinaia di migliaia di cantieri ed assorbire così gli attuali disoccupati del settore;. sarebbe anche una “mano santa” per la ripresa economica generale del Paese.

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Esame “strade e facciate” per i candidati al Campidoglio

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I romani ormai ammettono che le strade di Roma sono molto sporche e i palazzi storici nonché i monumenti neri di fuliggine.
L’urbe, che ha inventato le consolari, tenute in grande efficienza dagli eserciti imperiali, oggi non è più in grado, grazie alla scarsissima cultura del “mantenere”, di mettere a disposizione dei cittadini e dei visitatori vie percorribili, pulite e degne della città eterna.
I futuri candidati sindaci e consiglieri devono mettere al primo punto dei loro obbiettivi la programmazione puntuale della viabilità percorribile dai pedoni, dai ciclisti e dagli automobilisti senza o quasi le abituali “buche”, circondate da rifiuti di ogni genere e pozze d’acqua relative nonché della manutenzione delle storiche facciate delle chiese e dei palazzi più belli del mondo.
Purtroppo i nostri candidati, espressione di una società abituata a scaricare i materassi e gli elettrodomestici sul bordo delle consolari, non percepiscono lo scempio; vanno perciò stimolati, per non dire istruiti, da quella parte di cittadini, soprattutto giovani, che hanno assorbito la “cultura della manutenzione” visitando le città del mondo sviluppato.

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La campagna elettorale non inquini i “rifiuti”

cementificioLe migliaia di “e-mail” pervenute ai parlamentari della Commissione ambiente e lavori pubblici della Camera, finalizzate a impedire l’emanazione di un decreto del Presidente della Repubblica in cui sono normate le regole per l’utilizzo dei combustibili solidi secondari derivanti dai rifiuti solidi urbani nei cementifici, hanno determinato un vero e proprio “dietrofront” dei deputati del gruppo PD.

Fortunatamente lo stesso gruppo al Senato ha approvato un parere favorevole al decreto consentendo così al Governo di procedere con l’emanazione di questo importante provvedimento, che, se ben applicato, porterà a una notevole riduzione delle emissioni inquinanti dei forni nell’atmosfera e nello stesso tempo risolverà parecchi problemi alle amministrazioni locali che non sanno più dove e come smaltire i rifiuti.

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GARFAGNANA:MISITI, AVVISI PROTEZIONE CIVILE SENZA FONDAMENTO

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(ANSA) – CATANZARO, 4 FEB – ”Migliaia di cittadini toscani stanno passando notti all’addiaccio a causa di un allarme ufficiale di provenienza Protezione civile sulla previsione di un imminente sisma in Garfagnana”. Lo afferma il deputato Aurelio Misiti, ex presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, in una dichiarazione riportata sul suo blog e di cui da’ notizia con un comunicato.

”E’ proprio cosi’: sembra di trovarsi in un altro secolo – aggiunge – e non nel nostro, che ha visto la crescita esponenziale della ricerca scientifica, anche se a tutt’oggi nessun gruppo di scienziati puo’ dire l’anno, il mese, il giorno, l’ora o il minuto di un evento sismico disastroso. L’episodio non si giustifica nemmeno con la paura di una nuova sentenza anomala tipo quella del tribunale de l’Aquila e la relativa condanna dei componenti della Commissione Grandi Rischi, improvvidamente osannata dall’allora presidente della Provincia, oggi capolista alle elezioni politiche, perche’ un’organizzazione seria come la Protezione civile non dovrebbe emettere avvisi di imminenti terremoti senza alcun fondamento scientifico”.
”Dopo Taranto e Ustica – conclude Misiti – abbiamo Garfagnana: non siamo alla caccia ‘all’untore’ di manzoniana memoria, ma ci siamo quasi”. (ANSA).

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Il falso terremoto in Garfagnana

allarme terremotoMigliaia di cittadini toscani stanno passando notti all’addiaccio a causa di un allarme ufficiale di provenienza Protezione Civile sulla previsione di un imminente sisma in Garfagnana! E’ proprio così: sembra di trovarsi in un altro secolo e non nel nostro, che ha visto la crescita esponenziale della ricerca scientifica anche se a tutt’oggi nessun gruppo di scienziati può dire l’anno, il mese, il giorno, l’ora o il minuto di un evento sismico disastroso.

L’episodio non si giustifica nemmeno con la paura di una nuova sentenza anomala tipo quella del tribunale di l’Aquila e la relativa condanna dei membri della Commissione Grandi Rischi, improvvidamente osannata dall’allora presidente della Provincia oggi capolista alle elezioni politiche, perché un’organizzazione seria come la Protezione Civile non dovrebbe emettere avvisi di imminenti terremoti senza alcun fondamento scientifico.

Dopo Taranto e Ustica abbiamo Garfagnana: non siamo alla caccia “all’untore” di manzoniana memoria ma ci siamo quasi.

 

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Sentenze da inorridire

In queste giornate di convulso dibattito politico in vista del confronto elettorale del 24 e 25 febbraio, sono passate senza alcun puntuale commento le notizie relative a due gravissime sentenze: il secondo “no” del gip di Taranto sul dissequestro dei prodotti di Ilva accatastati sul piazzale del porto e la definitiva sentenza del processo civile di Palermo sull’incidente aereo di Ustica.

Nel primo caso il reiterato diniego di ubbidire alla legge vigente del gip di Taranto richiede un immediato intervento della procura di Potenza affinché, in attesa della pronuncia della Consulta, sia ripristinata la legalità in quella città. Ciò consentirebbe a Ilva di commercializzare i prodotti sequestrati del valore di 1 miliardo di euro per procedere alla bonifica del sito e alla ripresa produttiva almeno parziale dello stabilimento. Questo si aspettano i 15 mila lavoratori direttamente interessati e l’intero sistema industriale italiano. Ma a chi fa i dispetti quella giudice? I giudici sono soggetti soltanto alla legge – recita il 101 della Costituzione. Per l’appunto devono ubbidire alla legge vigente e questa dice chiaramente, anche se la giudice la contesta, che il dissequestro va fatto.

Il secondo caso è ancora più eclatante, in quanto il tribunale civile di Palermo, con avallo della terza sezione civile della Cassazione, ha emesso una sentenza basata su semplici indizi riportati dai media, che condanna lo Stato italiano a pagare 110 milioni di euro ai familiari delle 81 vittime della tragedia, in aggiunta a quanto già lo Stato ha sborsato per gli indennizzi dovuti, che ammontano a oltre 50 milioni di euro. Questa sentenza – quanto meno anomala – non ha tenuto per niente conto delle precedenti sentenze penali a cui erano pervenuti il tribunale di Roma e la stessa Cassazione già nel 2005, basate su l’unica perizia tecnica completa effettuata dai massimi esperti internazionali di disastri aerei, che ha assolto con formula piena i generali dell’aereonautica Bartolucci, Ferri e gli altri 79 ufficiali, accusati di alto tradimento.

Ha ragione chi dice: “se non amassi tanto l’ Italia mi trasferirei in un paese razionale”.

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USTICA. MISITI: NON TROVAMMO NESSUNA TRACCIA DI MISSILE EX PRESIDENE COLLEGIO STA CON GIOVANARDI: FU ESPLOSIONE INTERNA

aereo_ustica(DIRE) Bologna, 29 gen. – “Nessuna traccia di missile e’ stata evidenziata sulle pareti esterne dell’aereo, recuperato e ricostruito dal collegio. I risultati della perizia dimostrano in modo definitivo che la causa dell’incidente e’ stata una esplosione interna all’aereo”. Ad affermarlo e’ Aurelio Misiti, presidente del Collegio internazionale dei periti (in cui sedevano 11 esperti italiani, tedeschi, inglesi e svedesi) che fu incaricato dal Tribunale di Roma di esaminare il relitto del Dc9, l’aereo precipitato la notte del 27 giugno 1980 sui cieli di Ustica. Misiti, in una nota, spiega di sentire “l’obbligo” di ribadire questo concetto alla luce della sentenza della Corte di Cassazione di ieri. Tra il 1991 al 1994 il collegio da lui presieduto, ricorda Misiti, “ha consegnato l’unica perizia completa sull’incidente”. Una perizia i cui risultati “dimostrano in modo definitivo che la causa dell’incidente e’ stata una esplosione interna all’aereo”. Tant’e’ vero che in base a questa perizia, nel 2005, il Tribunale penale di Roma e poi anche la Cassazione “assolsero con formula piena gli 81 imputati, ufficiali dell’Aereonautica, definendo la tesi, mai dimostrata del missile, come fantasiosa, in quanto frutto di una guerra aerea mai avvenuta sui cieli italiani”. Secondo Misiti, “non si puo’ ritenere plausibile che tra il 2005 e il 2013 ci siano stati studi piu’ approfonditi che abbiano indotto il Tribunale civile di Palermo (che ha condannato i ministeri nel 2011 parlando di guerra aerea, ndr) e la terza sezione di Cassazione a cambiare quella sentenza”. Misiti e’ convinto che la Cassazione abbia “esaminato solo il processo civile di Palermo” e basato su questo la sua sentenza, “trascurando la rilevante documentazione dei processi penali, che hanno dimostrato esattamente il contrario”.

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ELEZIONI: MISITI, ECCO PERCHE’ NON MI CANDIDO

(ANSA) – CATANZARO, 22 GEN – Aurelio Misiti non compare tra i candidati al Parlamento della Calabria. ‘Ho ritenuto – dice – che sette anni di presenza in Parlamento siano gia’ troppi. Il nostro Parlamento, pur essendo il luogo principale dove si esercita la democrazia in un Paese occidentale, ha perduto purtroppo le prerogative originali assegnate dalla Costituzione di essere il centro di elaborazione e approvazione delle leggi, e si limita ormai a ratificare cio’ che viene elaborato e deciso dall’Esecutivo di sinistra, di destra o tecnico che sia. Molte sono state le proposte parlamentari non approvate in questa legislatura che meritavano di diventare legge ma dubito molto che nella prossima si potra’ cambiare l’andamento sopra descritto se non si riesce a modificare la Costituzione in alcuni punti essenziali come la composizione delle Camere, il bicameralismo perfetto, i poteri del Presidente del Consiglio e di quello della Repubblica. Ma per fare cio’ necessita che la XVII legislatura diventi costituente e di breve durata’. LEGGI TUTTO…

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