LA MACROREGIONE EUROPEA DEL MEDITERRANEO: PERCHE’ ORA

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“All’UE serve un Sud dotato di infrastrutture per arrivare in Africa”

Misiti: «Obiettivo togliere spazio all’egemonia di Cina, Russia e Turchia Il porto di Augusta è fondamentale assieme a quello di Gioia Tauro»

di Michele Guccione

“L’Europa, soprattutto Germania e Francia non potendo poù svipuppare le proprie attività economiche e l’export a Nord dopo la Brexit e a Est per l’acuirsi delle tensioni con Russia e Turchia, ha assoluta necessità di espandersi in Nord e Centro Africa, non secondo il vecchio colonialismo, ma per produrre lì e commercializzare sia in questo continente, che avrà presto 3 miliardi di abitanti, sia nel resto del mondo. Ha necessità di essere presente per togliere spazio all’egemonia africana di Cina, Turchia e Russia. E per farlo, l’Europa ha estremo bisogno che il Sud Italia diventi presto un hub logistico capace di fare arrivare in 24 ore le merci a Francoforte e a Parigi via treno».

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Progetto di sistema per il Sud in Italia e per l’Italia in Europa (Abstract, Sintesi e Analisi)

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PROGETTO DI SISTEM PER IL SUD IN ITALIA E PER L’ITALIA IN EUROPA. Dialoganti: SVIMEZ, ANIMI, CNIM, ARGE.

Questa mattina alle ore 12:00 l’onorevole Gerardo Bianco e il presidente dello SVIMEZ prof. Adriano Giannola hanno presentato al Presidente Mattarella presso il Quirinale il “Progetto di Sistema per il Sud in Italia e per l’Italia in Europa,” elaborato da SVIMEZ, ANIMI, CNIM e ARGE.

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Riportiamo il Comunicato stampa di Ferrovie dello Stato Italiane su “Trasporto a idrogeno”

Trasporto a idrogeno: accordo per lo sviluppo di studi fra RFI, Università Sapienza e CNIM

Per produzione e approvvigionamento

Paolo Gaudenzi – Maurizio Gentile – Aurelio Misiti

Roma, 9 novembre 2018
Promuovere lo sviluppo del trasporto ferroviario a idrogeno, approfondendone benefici e sostenibilità.
Lo studio è funzionale per la valutazione tecnico/economica dei benefici in termini di impatto ambientale e sociale derivanti dall’alimentazione a idrogeno, rispetto agli altri sistemi di alimentazione e per attivare possibili sinergie rispetto agli sviluppi dell’industria di settore e degli impianti energetici da fonti rinnovabili.
L’accordo è stato sottoscritto oggi a Roma da Paolo Gaudenzi del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale dell’Università degli Studi La Sapienza di Roma, Aurelio Salvatore Misiti del Comitato Nazionale Italiano per la Manutenzione e da Maurizio Gentile, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane).
RFI ha concluso, di recente, uno studio sul trasporto ferroviario a idrogeno, in particolare per quanto riguarda le infrastrutture di terra a supporto, a testimonianza del costante impegno a favore dell’innovazione tecnologica e della mobilità sostenibile. L’intesa firmata oggi consentirà di individuare e approfondire le soluzioni più idonee per la produzione e l’approvvigionamento dell’idrogeno, necessario alle celle a combustibile dei treni.
Le attività programmate saranno svolte dal DIMA, competente in materia di sistemi energetici e di combustibili a basso impatto ambientale, supportato dal CNIM, specializzato nella produttività e nella competitività delle imprese in particolare nel settore della manutenzione, con la collaborazione e supervisione di Rete Ferroviaria Italiana.
L’intesa istituisce inoltre un Comitato Scientifico per definire le metodologie di lavoro, coordinare le attività e validarne i risultati.
«In linea con le strategie di ‘Terza Missione’ della Sapienza – ha dichiarato Paolo Gaudenzi – il DIMA offre le sue competenze al mondo delle Imprese e delle Istituzioni per favorire lo sviluppo di soluzioni tecnologiche in risposta alle esigenze che emergono dalla società e tra queste alle esigenze di uno sviluppo sostenibile. Un approccio che desidera stimolare la partecipazione dell’Università all’ecosistema della Innovazione sulla base delle proprie competenze da investire nell’ambito nazionale e locale ma con ambizione di giocare insieme un ruolo di protagonisti nello scenario globale. Questo progetto, ad alto contenuto di innovazione, mira allo sviluppo delle tecnologie dell’idrogeno da utilizzare in sistemi di trazione ferroviaria, è pertanto perfettamente in linea con gli obiettivi strategici delineati nella mission del DIMA».
Secondo Aurelio Misiti «la Convenzione tra Università, CNIM e RFI, firmata oggi presso la sede delle Ferrovie dello Stato rappresenta un deciso passo avanti nei rapporti tra il mondo della ricerca e quello industriale nel nostro Paese. È un segnale importante per la valorizzazione del lavoro di ricerca scientifica e tecnologica e del suo trasferimento nel fondamentale settore dei trasporti. La lungimiranza dei manager di RFI sommata all’alto livello qualitativo dei ricercatori del DIMA e alla grande esperienza del CNIM nel settore, consentirà all’Italia di collocarsi tra i primi al mondo per le innovazioni tecnologiche nei sistemi di trazione ferroviaria».
«RFI è da sempre impegnata nel campo della ricerca e dell’innovazione tecnologica per modernizzare il trasporto ferroviario nel nostro Paese, in termini di efficienza e impatto ambientale», ha commentato Maurizio Gentile. «Come Gestore dell’infrastruttura siamo consapevoli dell’importanza strategica di una mobilità sempre più sostenibile e delle opportunità che possono derivare da questo progetto e da questa collaborazione che, nello specifico, permetterà di studiare le migliori soluzioni tecniche di fornitura dell’idrogeno per la mobilità ferroviaria».

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COMUNICATO STAMPA DEL PRESIDENTE DEL CNIM PROF. AURELIO MISITI

Appello affinché insieme si trovino soluzioni adeguate per rendere Roma una città pulita e moderna, al pari delle principali capitali europee.

Aurelio Misiti

Ad una settimana dalla preghiera del Papa in piazza di Spagna alla Madonna affinché  aiuti Roma per farla uscire dal degrado ambientale ed etico, un consistente numero di docenti e ricercatori universitari, esperti e tecnici del settore ambientale hanno espresso pareri analoghi a quelli del Pontefice, sottoscrivendo un documento che di seguito viene così sintetizzato.

Dopo aver espresso preoccupazione per il degrado sempre più diffuso di Roma e i relativi riflessi economici negativi, i sottoscrittori evidenziano tre questioni principali:

rifiuti urbani, qualità delle acque superficiali, qualità dell’aria.

I rifiuti urbani per norma devono essere smaltiti nel territorio dove vengono prodotti; invece Roma ed altre città italiane fanno ricorso all’istituto della deroga, pretrattandoli e spedendoli al Nord ed all’estero con gravi danni ambientali ed economici.

Nella Capitale esistono le tecnologie per trattare i rifiuti urbani con emissioni in atmosfera conformi ai più stringenti requisiti di legge, e che consentono di riciclare i rifiuti raccolti a mezzo della differenziazione diretta e di valorizzare la frazione combustibile per la produzione di energia e quella umida per la produzione di ammendante, ottenendo   così un notevole risparmio a favore dei cittadini.

Per quanto riguarda lo spazzamento delle vie della città si suggerisce di adottare un sistema industriale misto: alcune Circoscrizioni potrebbero rimanere in carico all’azienda capitolina, mentre le altre potrebbero essere affidate ad imprese private scelte attraverso rigide e controllate procedure di gara.

Per la salvaguardia delle acque superficiali va riconsiderato l’attuale sistema di depurazione anche a mezzo dell’introduzione di tecnologie avanzate in grado di assicurare elevati livelli di qualità delle acque trattate e dunque il loro riutilizzo. Ciò consentirebbe di ottenere in tempi brevi l’efficace risanamento del Tevere, dei suoi affluenti e delle falde acquifere.

È noto che l’aria che respiriamo nelle città ed in particolare a Roma contiene sostanze di varia natura provenienti in primo luogo dall’abnorme traffico veicolare e dal riscaldamento domestico. Due decisioni drastiche dovranno assumere le nostre Istituzioni per la salvaguardia della salute umana e di quella dei nostri beni archeologici, considerando un orizzonte di pianificazione quinquennale:

– trasformazione dei tradizionali motori a combustione interna dei veicoli con nuovi motori ad emissioni dirette nulle;

– superamento incentivato delle caldaie a gasolio utilizzando nuove tecnologie a basso impatto ambientale.

 

I sottoscrittori del documento sono convinti che insieme l’Associazione Nazionale di Ingegneria Sanitaria-Ambientale-ANDIS, le Università, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, il Comitato Nazionale Italiano per la Manutenzione-CNIM, l’Ordine degli ingegneri di Roma e provincia, i Centri di ricerca italiani, i Consigli Nazionali dei settori tecnici, e le aziende del settore pubbliche e private romane, possano trovare le soluzioni adeguate per rendere Roma una città pulita e moderna, al pari delle principali capitali europee.

Hanno sottoscritto il documento:

Aurelio Misiti, Piero Sirini, Antonio D’Andrea, Carla Cappiello, Filippo Cascone, Angelo Artale, Carla Tomassi, Renato Gavasci, Paolo Cannavo’, Roberto Orlandi, Viotti Paolo, Alberto Prestininzi, Aurelio Marchionna, Marco Nardini, Sandro Cecili, Stefania Vitale, Giuseppe Sappa, Quintilio Napoleoni, Francesco Lombardi, Agostina Chiavola, Paolo De Girolamo, Gaetano Settimo, Francesco Pittoni, Maurizio Del Re, Alessandra Polettini, Raffaella Pomi.

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Nota dell’On. Misiti sulla fontana del Bernini

– Perché l’opera del Bernini è sempre sporca?
– La pendenza della fontana del Tritone di Gian Lorenzo Bernini è aumentata?

La fontana del Tritone, commissionata da Papa Urbano VIII Barberini per abbellire la zona intorno al palazzo, ha compiuto la bella età di 374 anni. Essa è stata sempre considerata una delle fontane più belle di Roma.
Il travertino su cui è stato scolpito il Tritone, con le ginocchia sulla conchiglia, sostenuta da quattro delfini, nel tempo ha subito numerosi interventi di recupero, utilizzando tecniche non sempre adeguate al bisogno.
L’acqua che viene schizzata in alto inonda gran parte della statua rendendola colorata dai composti chimici che si formano o che si trovano nel flusso stesso.
Tutto questo, nonostante gli sforzi dell’ACEA, che nel tempo ha tentato in vari modi di limitare la produzione di funghi e di altri elementi che danno il multicolore all’opera d’arte.
È stato inserito un piccolo depuratore, che però non riesce a eliminare del tutto le impurezze, rendendo necessari periodici interventi di recupero non certo benefici alla superficie del travertino.
Si renderà sempre più necessario un trattamento con nuovi e idonei materiali, capaci di opporsi agli attacchi acidi provenienti anche dalla stessa atmosfera circostante.
La fontana, che doveva abbellire i dintorni del palazzo, è divenuta parte integrante di un grande spartitraffico cittadino.
Gli scavi della metropolitana, il passaggio di centinaia di mezzi pesanti giornalieri a pochi metri dall’opera, forse anche i terremoti periodici che interessano la Capitale, hanno man mano modificato la “postura” della statua e della stessa vasca che raccoglie l’acqua spinta in alto dal “Tritone sonante”, così detto perché in passato lo zampillo che si levava dalla conchiglia raggiungeva grandi altezze con un suono simile a un fischio.
Da un esame attento si può dire, senza ombra di dubbio, che l’inclinazione della fontana verso il lato prospicente il Palazzo Barberini, si sia accentuata negli ultimi tempi. Basta osservare con attenzione le bocche dei due delfini nella foto che segue:

Se si tiene a mente che la vasca sottostante risulta essere lesionata in più punti, con possibili infiltrazioni d’acqua, le autorità competenti dovrebbero provvedere immediatamente, non solo a eliminare definitivamente l’obbrobrio della sporcizia superficiale, ma anche e soprattutto a mettere in atto un’attività di manutenzione straordinaria al fine di raddrizzare la fontana e di evitare così ogni possibilità di maggiore inclinazione della stessa.

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Misiti: Ponte sullo stretto, il progetto si deve rivedere (il Quotidiano del sud)

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PASSI AVANTI SUI TERREMOTI

 

PassiavantiLeggendo e ascoltando i media,che riportano anche il pensiero dei rappresentanti delle Istituzioni,si può dedurre che in Italia vi è consapevolezza ormai diffusa di cosa fare per prevenire i disastri dovuti ai terremoti.
Certo ancora resistono credenze messe in giro da “ciarlatani”non fondate su risultati scientifici, ma il più è fatto. Occorre pero’ un altro passo avanti.
Molti media insistono a proporci esperti di sisma senza rendersi conto che il problema da risolvere non è la conoscenza del fenomeno,riportato anche nei libri per ragazzi allegati ai quotidiani, ma l’interferenza tra il fenomeno sismico e ciò che è stato costruito sulla crosta terrestre per le necessità delle persone.
Questa non è materia della scienza pura (fisica,geologia,vulcanologia ecc) ma della scienza e tecnica applicata ( Ingegneria,architettura e simili).
Quindi le TV, se vogliono presentare meglio la problematica interroghino chi lavora ogni giorno su questi temi!
Personalizzo e lo posso fare per la mia amicizia con la persona, Enzo Boschi, bravo fisico e storico presidente INVG,risponde su questioni
che non sono di sua competenza, anche se negli anni ha ascoltato o letto molte relazioni degli addetti ai lavori.
Sono portato a scrivere queste considerazioni non per gretta difesa di categorie professionali ma per amore di verità, che considero sempre “rivoluzionaria”. Il terremoto e’un fenomeno naturale, che , salvo casi rarissimi,non provocherebbe danni ad alcuno se l’uomo si fosse accontentato di vivere nelle capanne.
Preso atto della reale situazione bisogna agire senza indugio in due direzioni:la prima riguarda il “costruito” che presenta rischi sismici
Variabili , che vanno catalogati e ridotti con opportuni interventi a partire dalle cosiddette costruzioni strategiche e poi via via dagli  edifici privati.
Questa è la sfida di tutti i paesi “sismici” del Pianeta, tra cui L’Europa e quindi l’Italia.
La seconda direzione e’ quella di seguire alla lettera le norme antisismiche per le nuove costruzioni,avendo a disposizione la mappatura sismica preparata dagli scienziati, che in Italia sono presenti con altissima professionalità.
Esprimendo la grande soddisfazione per il fatto che nel nostro paese la classe dirigente ha compreso il problema, avendo già varato leggi che vanno in questa direzione, va fatto uno sforzo grande e unitario da parte di tutte le forze politiche e sociali,di avviare un PIANO DI MANUTENZIONE ANTISISMICA sul “costruito”,invertendo il rapporto tra finanziamenti per le ricostruzioni e finanziamenti per la prevenzione.
Negli ultimi 116 anni infatti si sono investiti in Italia circa 300 miliardi di euro per le ricostruzioni e nemmeno 1 per la prevenzione.
E non si contano i circa 150.000 morti e 300.000 feriti.
Se Renzi e il suo Governo riuscissero a gestire bene questo “enorme problema” avviandolo a soluzione,gli italiani dovrebbero mantenerlo in carica per 3-4 legislature.
E l’Opposizione ? L’Opposizione dovrebbe collaborare col Governo acquisendo così il diritto di governare per altrettanto tempo.
Tutto ciò è utopia?
Gli Italiani intelligenti abbracciano sempre l’utopia per risorgere.
AURELIO MISITI
Già Preside della Facoltà di ingegneria , Presidente onorario del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Attualmente Presidente del CNIM- Comitato Nazionale Italiano per la Manutenzione

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Terremoto: solito copione?

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foto da “ilpost.it”

Tutti oggi piangiamo i morti di Amatrice e dintorni; molti commentatori hanno riscritto ciò che hanno scritto nel 2009 dopo L’Aquila.
Potremmo andare al dopo ogni terremoto per leggere cose analoghe.
I tecnici (ingegneri, architetti, geometri, geologi, fisici ecc.) hanno sempre raccomandato di realizzare un piano di manutenzione del costruito per ridurre il rischio sismico in tutto il Paese.
Il piano, fondato su investimenti pubblici e su incentivi fiscali, riguardando tutto il Paese, sarebbe anche un motore della crescita economica dell’Italia.
È necessario ripetere il buon successo ottenuto sulla questione energetica.
Se tutto sarà dimenticato dopo qualche settimana senza cambiare strategia, gli italiani piangeranno presto i nuovi morti dei prossimi terremoti.
Aurelio Misiti

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